Pros
L'unico elemento positivo sono i colleghi, sempre disponibili e collaborativi: nonostante le difficoltà organizzative, si è creato un buon spirito di squadra che ha spesso permesso di portare avanti il lavoro in modo efficace.
Cons
Mi risulta difficile inquadrare con precisione questa azienda e le criticità che la caratterizzano, ma emerge chiaramente un problema diffuso di gestione. Le figure di riferimento incaricate di coordinare i dipendenti appaiono carenti sotto il profilo organizzativo, strategico e tecnico.
Durante la mia permanenza non ho mai riscontrato una pianificazione settimanale che venisse effettivamente rispettata. Ogni nuova attività diventa immediatamente prioritaria, lasciando ai singoli la responsabilità di gestire carichi di lavoro spesso incompatibili. Questo porta molti colleghi a fare straordinari in modo sistematico, trasformandoli di fatto in normalità, o a lavorare nel weekend per riuscire a completare quanto assegnato.
La sensazione generale è quella di operare costantemente in emergenza, in un contesto segnato da un turnover elevato e apparentemente fuori controllo. Manca un reale sforzo, anche solo umano, per trattenere le persone. Il board sembra non cogliere che un ambiente di lavoro sano non è compatibile con un ricambio continuo di personale.
Le figure manageriali evitano di prendere decisioni e di assumersi responsabilità — termine che, paradossalmente, viene scoraggiato anche a livello comunicativo interno. I risultati positivi non vengono condivisi: quando le cose vanno bene, il merito è attribuito al management o a pochi individui allineati; quando vanno male, la responsabilità ricade sui dipendenti, accusati di non essere sufficientemente “proattivi”.
A tutto ciò si aggiunge una marcata carenza di competenze tecniche e uno scarso interesse a svilupparle. I manager, nella maggior parte dei casi, non solo non hanno capacità di programmazione, ma spesso non conoscono nemmeno in modo adeguato il software venduto, sottovalutando sistematicamente la complessità delle attività richieste.
Un ulteriore elemento critico riguarda la cosiddetta “crescita professionale”, che viene spesso presentata ma raramente concretizzata. Ai dipendenti vengono assegnate maggiori responsabilità o cambi di ruolo che sulla carta rappresentano un avanzamento, ma che nella pratica non sono accompagnati da un adeguato riconoscimento economico. Questo genera frustrazione e la percezione di una valorizzazione solo formale, utile più all’azienda che alle persone.
Si riscontra inoltre una comunicazione interna poco trasparente, obiettivi spesso vaghi o mutevoli e una scarsa attenzione al benessere organizzativo. Le priorità cambiano rapidamente senza un reale allineamento, contribuendo a un clima di incertezza e disorganizzazione.
Nel complesso manca una visione chiara e un percorso definito. Se dovessi scommettere su un’azienda, questa non sarebbe tra le scelte più promettenti.