Non all'altezza delle aspettative. Occasione sprecata per fare la differenza. - Cloud Native Engineer Kiratech Employee Review

2.0
Mar 29, 2026
Recommend
CEO approval
Business outlook

Pros

- vero full remote, con molta flessibilità per potersi spostare entro il territorio italiano e volendo anche all'estero per un mese all'anno; - alcune attività sono risultate molto all'avanguardia e tecnicamente sfidanti e stimolanti; - nel team c'è un generale clima di fiducia nel lavoro di ognuno e zero micromanagement; - colleghi molto simpatici e sempre disponibili; - molti tecnici competenti.

Cons

TL;DR Carenza di ownership, fame commerciale di nuovi clienti senza adeguata pianificazione per strutturarsi, standardizzare i processi e scalare come si deve. Nella vita quotidiana, se vi sta un minimo a cuore l'idea di lavorare bene e non solo tanto, sarete voi a pagarne il conto. La burocrazia vi toglierà il respiro, e sarà spesso difficile lavorare in modo sereno e motivato. Negli ultimi nove mesi, mi trovo ad aver curato le mie competenze tecniche meglio di sera nei miei progetti personali, che a lavoro ogni giorno feriale 8 ore al giorno. A livello generale, l'offerta contrattuale di Kiratech non è male. Ma visto il modo in cui sono gestite le attività quotidiane ed il carico di lavoro, non ci sono prospettive e non c'è un modo per proseguire serenamente. Nel complesso, la mia esperienza è stata una grande frustrazione al punto di scegliere di andarmene. Non è degna di autoproclamarsi "cloud native powerhouse" ma piuttosto solita azienda di consulenza italiana L1 sovraccaricata e cronicamente incapace di rispondere a spunti di innovazione che richiedano più di qualche ora di effort in orario lavorativo e che non abbiano un immediato riscontro economico. Per coloro che vogliono approfondire, di seguito trovate una lista più esaustiva di cinque categorie di problemi con cui sicuramente vi scontrerete. 1. Problemi di management La sana dottrina del "zero micromanagement" è estremizzata e diventa una malsana "assenza di management". Il management non ha capacità di imporsi verso il cliente per tutelare il proprio team, anche in presenza di problemi di gestione evidenti che avrebbero soluzioni semplici e che hanno pesanti conseguenze sul benessere mentale dei lavoratori. Non ha alcuna presenza quotidiana di interfaccia tra i tecnici ed i clienti. Non coordina né si assicura preventivamente del perimetro delle attività in cui vengono tirati dentro i loro tecnici. Non garantisce che tutti abbiano gli strumenti (es. le utenze e i permessi) per operare con serenità ogni giorno, anche a distanza di mesi dall'onboarding di un nuovo cliente o un nuovo assunto. Ciò che fa è solamente reagire alle "alzate di mano" dei tecnici quando questi non ce la fanno più, ma non se la soluzione prevede di disturbare il cliente in qualche modo. Si è arrivati a consentire che da mesi i reperibili notturni vengano sistematicamente svegliati dal monitoraggio perché uno specifico cliente effettua riavvii programmati senza comunicarlo. E ciò nonostante le ripetute segnalazioni dell'assurdo problema da parte di tutti i reperibili al management Kiratech e la presentazione di soluzioni pronte e concrete per risolvere la cosa. Nel day-to-day, in un modo o nell'altro i tecnici L2 devono fare anche da L1 e service manager, autogestirsi e sopportare assurdità, incluso spesso incassare personalmente le lamentele dei clienti sul servizio offerto da Kiratech. Questo perché l'interpretazione che viene data al ruolo di service/project manager consiste in tutto fuori che di fare service/project management. Ecco alcuni esempi: - affiancare più i commerciali che i tecnici; - allarmare ansiosamente quando il cliente segnala un problema e si lamenta prima di avere un riscontro sulla reale gravità del problema; - rispondere con "chiedi al cliente/collega" tre volte su quattro che un tecnico del team fa una domanda, incluse domande sulla gestione delle utenze verso il cliente e i metodi di accesso concordati col cliente; - ricordare che si sta "facendo una brutta figura" invece di cercare di muoversi per capire più in grande perché le cose non vanno; - abbandonare i tecnici in chiamata col cliente con minimo preavviso e senza provare a comprendere cosa stia succedendo e coordinare l'intervento; - spingere i tecnici a fare "governance" degli altri colleghi a rotazione settimanale. Con tanto di partecipazione a SAL manageriali con manager di altre aziende coinvolte. Per un paio di clienti è addirittura capitato che i tecnici si autogestissero dall'inizio alla fine, al punto che persino il cliente si preoccupava e chiedeva: "ma il service manager non si fa mai vivo?". 2. Tensioni tra commerciali e tecnici I commerciali di fatto remano contro i tecnici, con il benestare del CEO ed un'opposizione insufficiente da parte del management tecnico. Ecco alcuni esempi: - numero fuori scala di nuovi contratti in ingresso nella seconda metà del 2025. Circa un ordine di grandezza oltre la reale capacità interna di assorbirli, costringendo a giocare d'azzardo sul fatto che se il cliente non ha problemi il monitoraggio sembrerà ok anche se non implementato; - è successo che un cliente si sia presentato a contratto firmato con centinaia di cluster da monitorare convinto di usare una tecnologia che non è parte dell'offerta tecnica. Decine di email interne e almeno un paio di call per concludere che i commerciali non avevano nemmeno consultato il proprio CTO e i direttori tecnici prima di firmare. Ma comunque si procederà con il contratto originale. 3. Problemi di visione - asservimento alle bad practices del cliente per non infastidirlo nonostante l'azienda si proclami "cloud native powerhouse"; - grave sottovalutazione dell'impatto che l'AI ha e avrà internamente nei prossimi mesi e anni. Non c'è alcun progetto interno urgente in cantiere per accelerare i processi interni grazie all'AI nell'azienda; - se Kiratech è stata capace di anticipare il futuro più volte, dalle VM ai container, dai container agli orchestratori, ora sembra aver perso lo smalto necessario ad anticipare che l'AI integration sarà l'unico futuro possibile per le aziende che vogliono continuare vendere consulenza e competere con i ben noti giganti. 4. Attività completamente fuori ambito - ogni ingaggio è 75% burocrazia e 25% intervento tecnico. Ci si può trovare a spendere un'intera mattinata per copiare un file da terminale, alla ricerca di autorizzazioni e accessi annidati malfunzionanti nell'infrastruttura del cliente; - possono capitare mesi di "formazione" in interminabili call 8x5 per un cliente molto "grande" per "imparare" come entrare in cartelle su Windows e aprire o copiare file di testo e cercare una parola, per poi comunicare su Excel al management del cliente se tutto è a posto o no. Alla faccia del "cloud native". Non sorprende che si sia rimasti senza L3, il quale ha lasciato un vuoto mai riempito. 5. Il cuore del problema Azienda da più di 50 dipendenti gestita rigidamente come se fosse da 5. Il proverbiale "paron" veneto, CEO, infallibile, venditore e non tecnico, in combutta con l'area commerciale, mantiene l'ultima parola su ogni virgola, vende in totale segreto quote di maggioranza dell'azienda, e non concede sufficiente autonomia ai validi ed informati dirigenti dell'area tecnica sulle decisioni che determinano lo standard di qualità tecnica dei contratti e la sostenibilità tecnica di tutti i progetti firmati. Senza un cambio di passo si sta già assistendo a conseguenze gravi anche per chi lavora come tecnico: più di un cliente è ignaro di stare pagando da mesi per un servizio di monitoraggio che non esiste perché non c'è stato ancora modo di "gestire" il tempo per implementarlo.

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